il delitto di via Poma
Logo
DELITTO DI VIA POMA: VANACORE SUICIDA? IMPROBABILE… PIU’ VEROSIMILE PENSARE CHE SIA STATO “SUICIDATO”…. ESATTAMENTE COME SI ERA IPOTIZZATO GIA’ NEL 1995 QUANDO L’INCHIESTA COORDINATA DALL’ALLORA PROCURATORE AGGIUNTO ITALO ORMANNI E DAL SOSTITUTO SETTEMBRINO NEBBIOSO IMBOCCO’ LA DIREZIONE GIUSTA, DIREZIONE DI CUI INCOMPRENSIBILMENTE SI PERSERO LE TRACCE. CHE FINE HANNO FATTO I RISULTAI DELLE INDAGINI CUI APPRODARONO, BENCHE’ ASSAI INQUIETANTI, I DUE MAGISTRATI? ANCHE ALL’EPOCA SI DISSE CHE SE CI FOSSE STATO UN PROCESSO, VANACORE NON LO AVREBBERO FATTO ARRIVARE VIVO! E LA MORTE DELL’EX PORTIERE NON E’ L’UNICA IN QUESTO SCENARIO DI SANGUE AD ESIGERE CHIAREZZA.
NELL’AGOSTO DEL 2006, QUANDO ORMAI SI DAVA PER CERTO CHE UN PROCESSO CI SAREBBE STATO, SEPPURE A CARICO DI UN IMPUTATO CHE MOLTI, NOI COMPRESI, CREDONO INNOCENTE, MORI’ MISTERIOSAMENTE ALDO CONCHIONE.
COSTUI, GIA’ FUNZIONARIO DEI SERVIZI SEGRETI, SOTTO LA COPERTURA DI GIORNALISTA ED EDITORE, PUBBLICO’ IL LIBRO “IO, VIA POMA E…. SIMONETTA” IL CUI AUTORE, SALVATORE VOLPONI FU IL DATORE DI LAVORO DELLA VITTIMA.
OGGI CONCHIONE SAREBBE STATO UN TESTIMONE CHIAVE… FORSE QUALCOSA DI PIU’ POTREBBE EMERGERE DALLA EVENTUALE RIESUMAZIONE DEL SUO CADAVERE…

di Gabriella Pasquali Carlizzi - Domenica 14 Marzo 2010

Per coloro che sono stati a vario titolo parte di questa inchiesta è difficile credere che Pietrino Vanacore si sia suicidato.
Basti pensare che non era stupido, tutt’altro, e ben sapeva che un gesto estremo avrebbe complicato ancora di più la vita ai suoi familiari, a suo figlio, destando nuovi ed inquietanti sospetti, proprio ciò che cercava di evitare e di cui si lamentava.

Resta il fatto che la figura di Vanacore ed eventuali ruoli nella vicenda esigono ora più che mai assoluta chiarezza, anche se chi scrive è ben consapevole che l’impianto accusatorio a carico di Raniero Busco si indebolirà per far posto ad una verità che si è cercato di ostacolare per vent’anni.

E’ pur vero che i tempi sono cambiati e ciò che negli anni novanta poteva apparire destabilizzante delle Istituzioni, oggi si inserirebbe in un quadro politico ove assistiamo a continui e legittimati comportamenti destabilizzanti anche ad opera di chi dovrebbe garantire ai cittadini ben altro.
Non vi è giorno in cui manchino vergognosi attacchi alla Magistratura, minacciata da ogni pulpito pubblico, al contrario di metodi diversi che si adottarono nel caso del delitto di via Poma, al solo fine di vanificare anni di indagini a dir poco “scottanti” che con onestà e coraggio Ormanni e Settembrino Nebbioso avevano portato avanti fino a quando….

Già, anche loro sembra trovarono un ostacolo più grande di un macigno.

Esattamente come accade in questi giorni per alcune inchieste giudiziarie in corso, girò voce che la magistratura nell’intercettare un personaggio sospettato di aver depistato le indagini, incappò in una conversazione telefonica tra questo personaggio e un “intoccabile istituzionale”, proprio mentre discutevano sulle conseguenze che sarebbero scaturite a seguito della perquisizione disposta dagli inquirenti presso la Bnl di Piazza Fiume ove furono finalmente trovate alcune cassette di sicurezza…
Che fare?
Procedere a carico del personaggio sospettato a quel punto significava chiamare in causa chi, per la carica che all’epoca ricopriva, poteva veramente destabilizzare nei cittadini il rispetto e la fiducia verso le Istituzioni.
E poi spesso i Pubblici Ministeri non sono assecondati dai loro superiori.
Le indagini a quel punto si arenarono, ma qualcuno onde seppellire definitivamente l’inchiesta pensò bene di affidare ad Ormanni un caso altrettanto risonante come l’uccisione della studentessa Marta Russo, provvedendo anche ad una “trappola” capace al momento giusto di screditare la Pubblica Accusa.
E chi non ricorda di quel processo, ciò che provocò la scoperta del famoso video-shock della teste Gabriella Alletto?

E come sistemare il Sostituto Settembrino Nebbioso?
Un Magistrato che era stato capace di arrivare al bandolo della matassa del “giallo di via Poma”, meritava ben altra carica….
Ed eccolo promosso fino a Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia.

La sottoscritta, fu ascoltata più volte a verbale da Settembrino Nebbioso, in quanto il destino volle che io il 7 agosto del 1990 mi trovassi proprio lì sotto, proprio negli orari ipotizzati del delitto, anche un po’ prima e anche un po’ dopo, mentre aspettavo mio marito che era in una riunione di lavoro presso uno studio sito in una delle palazzine di quello stabile.

E posso anche affermare che tutto quanto fu oggetto delle mie deposizioni fu riscontrato come vero, tanto che nell’ambito dell’inchiesta su via Poma non subii alcun provvedimento giudiziario.

Anzi, insieme al mio collega giornalista investigativo Gabriele Ratini, altro testimone che andrebbe ascoltato, recuperammo molte informazioni e materiale definito utilissimo da quei magistrati, materiale che ci consentì di risalire ai rapporti di stretta amicizia tra l’AIG, per cui lavorava Simonetta Cesaroni e l’allora Capo della Polizia Vincenzo Parisi.
Il tutto con tanto di fotografie.
Il particolare non era di poco conto, in quanto tale rapporto era stato incomprensibilmente e reiteratamente negato al PM da parte anche di addetti ai lavori, quando interrogati, il Magistrato voleva capire se vi fosse qualche ombra riconducibile ai Servizi Segreti.

Non crediamo sia un caso che la vera sede dell’AIG si trovasse a via Cavour 44, stabile in uso ai Servizi e dove abitava anche Parisi.

Chi dunque, e per quale tipo di lavoro, chiese in “prestito” per un breve periodo Simonetta Cesaroni, nell’ufficio di via Poma 2?

Un indirizzo mantenuto riservatissimo dalla stessa Simonetta, dato che risulta che nessuno dei familiari sapesse dove la ragazza svolgesse questo incarico extra, e a suo dire, nemmeno il datore di lavoro Volponi ne era a conoscenza dato che per sapere il nome dell’Associazione (AIG) e il relativo indirizzo dovette telefonare al suo socio in Calabria, tale Bizzocchi.

E non si dica che stando a quanto la famiglia afferma delle abitudini di Simonetta, era da considerarsi normale che la stessa non avesse detto a nessuno l’indirizzo del nuovo ufficio, visto che con Volponi lavorava in via Maggi e tutti ne erano a conoscenza.

E dunque è legittimo pensare che chi aveva chiesto in “prestito” Simonetta per il lavoro al computer fosse riconducibile a qualche Servizio Segreto, così come “riservato” doveva rimanere il luogo e il lavoro stesso chiuso in quel computer.
Ma c’è di più.
Perché la famiglia si allarmò subito e tutti si comportarono in modo improprio e in aperta violazione delle norme previste in casi di timore di qualche disgrazia?

In fondo la ragazza era maggiorenne e seppure i parenti o il datore di lavoro avessero pensato di presentare denuncia di scomparsa, dovevano attendere le 24 ore di rito.

E non solo.

Ma quando con Volponi trovarono finalmente l’indirizzo di via Poma 2, tutti loro, da perfetti estranei, seppure legittimati a nutrire qualsivoglia paura, magari Simonetta poteva aver avuto un malore in ufficio, dovevano chiamare i Vigili del Fuoco, o la Polizia, o i Carabinieri, ma mai commettere ciò che potrebbe ancor oggi apparire una violazione di domicilio….

Si evitò consapevolmente che lo Stato scoprisse quel luogo, e chi vi lavorava, finchè di fronte ad un cadavere furono tutti obbligati a chiamare chi di dovere.

Non risulta che nessuna delle persone che intervennero sul luogo del delitto prima della Polizia, fossero individui stupidi, o privi della conoscenza delle più elementari regole di comportamento, e questo punto dovrebbe far riflettere tutti, magistrati compresi.

Si parla delle incomprensibili resistenze da parte della moglie del portiere, ma non si parla delle inadeguate pretese da parte di estranei, nessuno dei quali titolato a mettere piede in quell’ufficio.

E chi ci dice quante e quali prove inconsapevolmente furono inquinate e vanificate in quel via vai, tra la disperazione, lo sconcerto, e tutto ciò che umanamente si manifesta di fronte ad una tragedia del genere?

E’ anche vero che ciò in Italia capita spesso e determina poi danni alle indagini fino a poter contare moltissimi delitti insoluti.

E’ tuttavia necessario distinguere.
Se la scena del delitto viene inquinata casualmente, nel senso che uno si trova davanti un morto ammazzato e magari vi si avvicina per sentire se respira e calpesta un’impronta, questo tipo di incidente non è imputabile a nessuno .
Se invece, chi teme il peggio per una persona cara, pretende di scavalcare cancelli, obbligare chi non dovrebbe ad aprire la porta di un domicilio privato, costui si rende responsabile insieme a chi impropriamente cede alle insistenze di una serie di circostanze che risulteranno il primo danno alle indagini.

Ora, nel caso di Simonetta Cesaroni, relativamente alla sera del 7 agosto del 1990 abbiamo da un lato una portiera che detiene le chiavi dell’ufficio non si sa bene a che titolo dato che queste chiavi, sembra dovessero stare all’interno dell’appartamento come riserva.
Dall’altro lato, ci sono la sorella di Simonetta con il fidanzato, il datore di lavoro Volponi con il figlio, tutte persone a cui la ragazza non aveva dato l’indirizzo dell’ufficio, che pretendono di entrare ed effettivamente entrano.

Qualcuno avrà pure chiesto a questi signori, come mai non chiamarono la Polizia?
E gli Inquirenti se lo saranno chiesto?
O facciamo passare un nodo così importante come “agitazione del momento” o altre sbadataggini?
La portiera perché cedette alle insistenze dei quattro?
Forse la minacciarono?
E se non la minacciarono perché lei stessa non li invitò a chiamare la polizia?
Sapeva già cosa era accaduto?
Bene, io come ebbi a verbalizzare più volte, prima con l’allora funzionario di Polizia Nicola Calipari, poi con il Pm Settembrino Nebbioso, ricordo perfettamente di aver sentito una lite tra un uomo la cui voce mi rimase impressa, e una donna.

L’uomo chiedeva con insistenza un qualcosa che la donna non voleva dargli, sostenendo che rischiava di perdere il posto di lavoro, dunque un qualcosa che riguardava il suo lavoro.
Ricordo che la lite cessò improvvisamente, ma non sentii alcun grido di aiuto, come di chi sta per essere uccisa da qualcuno armato.
E ricordo anche i tre uomini che vidi entrare nello stabile poco dopo, vestiti di tutto punto, che cercavano il portiere per ritirare presso di lui qualcosa.
Descrissi in particolare uno dei tre uomini, e Calipari mi disse di tenermi pronta per fare un identikit.
Ma nessuno mi chiamò.

Qualche tempo dopo riconobbi questo uomo in una immagine di repertorio mandata in un Tg, solo in quel momento seppi chi era. Inviai una raccomandata con ricevuta di ritorno alla Procura di Roma, dicendo che avevo riconosciuto uno dei tre uomini che vidi entrare in via Poma il 7 agosto del 1990 e che volevo formalizzare.
Nessuno mi chiamò.

Nel 2004 fui però contattata proprio da Aldo Conchione, editore del libro di Volponi.
Costui mi disse molte cose, e ci frequentammo per un paio d’anni.
Un giorno venne a trovarmi a casa e quando si congedò, così si espresse: “Se mi hanno seguito, questa è l’ultima volta che ci siamo incontrati…. Faranno fuori anche me…”.
Era il mese di luglio del 2006. Conchione fu trovato morto nell’agosto dello stesso anno.

Molti mi chiedono che idea io mi sia fatta di questo delitto, e molti giudicheranno la mia idea come fantasiosa, inverosimile.
Tuttavia, poiché sto morendo a causa di un cancro, rispondo ugualmente senza timore dei giudizi altrui.

Penso che Simonetta Cesaroni in via Poma stesse svolgendo al computer un lavoro di “Affari Riservati” e che la relativa documentazione dovesse interessare apparati deviati dei Servizi, per finalità altrettanto deviate.

Nella ipotesi che la lite che io sentii corrispondesse veramente ad una lite tra Simonetta ed un signor X, penso che il delitto passionale sia stato simulato a seguito della morte accidentale della ragazza.
Ricordo una perizia del primo medico legale che affermava che la ragazza morì per un colpo alla testa ed emorragia interna.

E’ dunque possibile che durante la lite assai accesa, la ragazza abbia inciampato e sia caduta e morta sul colpo. Questo spiegherebbe il perché io non sentii alcun grido di aiuto.
Ed è anche possibile che l’uomo, non sapendo come giustificare l’accaduto ai “suoi interlocutori” cui avrebbe dovuto consegnare chissà quale “materiale riservato”, e temendo di soccombere egli stesso, abbia simulato con 29 coltellate post-mortem un delitto passionale.
Avrebbe detto infatti che recatosi nell’ufficio per farsi consegnare il materiale aveva trovato la ragazza massacrata.
E per dimostrare l’accaduto, l’uomo aveva provveduto addirittura a chiudere la porta con quattro mandate, aspettando magari chissà quali disposizioni e da chissà quali autorevoli e ignoti signori….
Cissà, magari gli stessi che prima della sua deposizione al processo lo hanno “suicidato”.
Certo è che quanto si è verificato in questa indagine nel corso di venti anni lascia intendere che l’assassino da “coprire” non era certo un giovane ex fidanzato, ragazzo semplice, lavoratore, e soprattutto un presunto assassino, come tale assai comodo a tutti.

Chi mai si sarebbe esposto ad essere incriminato per tanti reati, la falsa testimonianza, il depistaggio, movimenti di denaro con pacchi di banconote ritrovate, il tutto per coprire Raniero Busco?

Personalmente non ci credo, e la morte di Vanacore rafforza le mie convinzioni.

Tuttavia mi chiedo come mai nessuna delle parti in causa esige la mia testimonianza al processo?

Una ipotesi di risposta potrebbe essere quella di una collettiva tacita intesa, nel non sfiorare in questo caso giudiziario nulla che possa risultare scomodo.
Nell’interesse di tutti… anche dell’imputato. (?)…
Trovare un colpevle? Si, purchè sia un uomo qualunque…
Il Mostro di Firenze ce lo insegna…

 


 

Didascalie fotografie (dall'alto)

1. Pietrino Vanacore;

2. Simonetta Cesaroni;

3. Raniero Brusco;

4. Settembrino Nebbioso;

5. Scorcio di via Carlo Poma.

 

Ultimo aggiornamento Domenica 14 Marzo 2010 15:48
 

Commenti  

 
#9 Renzo 2010-03-20 10:07 Gabriella,come va,
so che è assurdo, ma nella mia mente ,ora penso al dott. Hamer..e subito associo il nome ad …amore…
…Lei conoscerà certo a cosa mi riferisco.
veda anche le proprietà del cloruro di magnesio e quelle della vitamina c, anche in vena ( dott Cachart ) interessante il sito di Rocco Manzi per la vit. C

sia ottimista non si lasci sopraffare dai luoghi comuni ( che non è nella sua natura )
tantissimi auguri

Renzo
Citazione
 
 
#8 roby fiasconaro 2010-03-20 10:06 Che piacere sapere che Gabriella Carlizzi sta meglio. Fra tante certezze o incertezze su via Poma, c'è una certezza che viene dalla Francia in merito al Mostro di Firenze. In Francia in questi giorni si è scatenata una bagarre perchè alcuni giornali della Provenza e dell'Alsazia hanno pubblicato il nome del personaggio che indicò San Casciano alla coppia francese Nadine e Jean. Fu il sociologo Salvatore Maugeri, à la fac de Chartres. Polo esoterico famoso quanto quello di Praga. Interfaccia tra la famiglia di Nadine e Jean e la setta segreta o satanica toscana. La coppia come si evince fu vittima di una trappola. Salvatore Maugeri conosce da sempre i referenti esoterici fiorentini più propensi ad uccidere che ai rituali delle messe nere. Conosco il signore della Ferrari era molto rapido e veloce come la sua potente auto. Buonanotte.Anche il suicidio Vanacore è troppo perfetto per essere vero. Roby F. Citazione
 
 
#7 Michele 2010-03-20 10:06 Ma sembra più un delitto " non pianificato", l'arma fu con molta probabilità un tagliacarte poi ripulito e riposto nel contenitore sulla scrivania. Cmq il gruppo di fuoco fu quello da cui poi scaturirono altri misteri dai rapimenti Orlandi\Gregori fino all'uccisione del Capo delle Guardie Svizzere Estermann. Alcuni elementi posso si fare pensare ad una certa ritualità, vedasi l'età della ragazza ( il 21 contiene per ben tre volte il sette ) al numero dei colpi impressi sul corpo ben 29, al mese dell'uccisione l'ottavo dell'anno e otto furono anche i delitti fiorentini. Otto è un numero fondamentale, Eyes Wide shot mentore. La " A" dell'opera un Mostro "A" firenze mi ricorda la locandina di Arancia Meccanica, un fine simbolo…piramidale. Citazione
 
 
#6 Stefano 2010-03-16 14:56 Innanzitutto,voglio dirle che sono molto dispiaciuto per la sua malattia,e prego perchè lei guarisca,anche se le mie preghiere non sono importanti,ho fede in Dio,quindi faccio quello che sento di fare,che è il mio dovere.
Per quanto riguarda il suicidio di Vanacore,se devo essere sincero,dopo aver letto il giornale giorni fa,ho subito pensato che non si trattasse affatto di suicidio,infatti cercando anche altre fonti su titoli di quotidiani,ho appreso che il testimone avrebbe dovuto deporre circa due o tre giorni dopo e che il fidanzato della ragazza lo accusava di sapere la verità e di non confessare per paura di essere ucciso.
Mi sono precipitato su questo blog,ma lì per lì non ho visto nulla,in me c'è stato un vuoto,ma non tanto dato dalla mancata notizia,quanto per la paura,che le sue condizioni di salute fossero peggiorate.
Oggi ho visto ciò che ha scritto su questo caso,certo c'è da dire che grazie alle nozioni di cui ci ha fatto partecipi,non ci fermeremo più alle cosiddette "verità della televisione" De Andrè insegna… e anche se la cultura generale non arriverà mai ai suoi livelli,certo ci sarà nelle persone una consapevolezza nuova nel non stare a sentire e poi ripetere a pappagallo le vicende,ma nel far funzionare il proprio cervello decifrando e approfondendo i suoi insegnamenti.
Un saluto con il cuore,
Stefano
Citazione
 
 
#5 nino ferrari 2010-03-16 12:49 Cara Gabriella, hai c'entrato quasi tutto. Ma non tutto. Il mandante è l'avvocato Caracciolo di Sarno, l'esecutore è l'uomo della Ferrari o Avon. Iniziali C ed E. Anche Fernanda Durante morì sotto i colpi di questo efferato e pericolosissimo serial killer,il quale a parte la serialità, apparteneva anche alla Rosa ROSSA. Salvatore Volponi lo conosceva già ai tempi in cui aveva una Tabaccheria a Morena,vedendolo spesso nel bar delle ferrovie laziali, e lì, si conobbero anche con il Renatino De Pedis, con la Minardi, con un funzionaro del Vaticano, il Bonarelli. Questa storia è intrisa di elementi etorogenei che spaziano dai servizi segreti deviati fino all'Organizzazione della Rosa Rossa, dove il Mostro di Firenze, denominazione cd. per antonomasia, al fine di enucleare l'immenso macrocosmo di infiniti delitti seriali durati per oltre 40 anni e cosparsi di infiniti perchè,e di assassini diversi tra loro per forma, qualità e razza. Simonetta aveva scoperto una cosa terribile ed incredibile. In quel Data General, vi erano iscritti alcuni personaggi che parteciparono all'0micidio di ALDO MORO, e collegati a Mino Pecorelli. Quindi, con Andreotti di mezzo, con la mafia da un lato e le BR e i Servizi Segreti deiviati tra cui compaiono figure ambigue e perocolose come il Finocchi, il Broccoletti ed il Malpica, c'era poco da scherzare. Simonetta andava uccisa. L'uomo della Ferrari l'ha uccise con sua sorella, dove all'epoca vivevano insieme in via Ildebrando Vivanti, in una diramazione interna della lunga via Cristoforo Colombo a ridosso della circonvallazione meridionale. Naturalmente, il VOLPONI volle in seguito esorcizzare nel libro scritto da lui perchè si sent' colpevole di aver coperto i misteri e qc. dell'Associazione. Forse non sapremmo mai quanto è colegato al delitto. Resta cmq che il Caracciolo di Sarno, uomo astuto e potente, tramava le lunghe file dei Servizi deviati, e guarda caso quel giorno del 7 agosto del '90, prima insistè che Simonetta doveva recarsi quel giorno lì in via poma, e poi si fa notare a Fiumicino in compagnia di sua figlia ed una amica sua alle 17.30. Che figlio di puttana! iL VOLPONI intanto sia lui, sia iL Bizzocchi, sia la Giuseppe de Luca erano al corrente dell'omicidio giò dalle 19 in poi. Forse il Busco lo seppe anche lui e si recò lì, ma se dicesse una cosa del genere, nessuno gli crederebbe ed allora l'ergastolo sarebbe inevitabile.Oppure fece l'amore con simonetta la sera prima proprio in quel uff. di via Poma dove Simonetta disponeva di tutte le chiavi. Ma anche se iL Busco andasse A DIRE una cose del genere, sarebbe la fine per lui. Vanacore, anche lui seppe, ma la moglie lo mando via con una scusa insieme all'altro portiere DELL'ALTRO STABILE, a prova di alibi in caso di sospetto generalizzato. Fu poi prosciolto. Ma è Mario Macinati della tenuta di Tarano che ci apre gli occhi. Quindi, Simonetta era stata "prescelta" dalla Rosa Rossa. Il suo sangue era prezioso per il rituale, a parte la scoperta che lei fece, questo fu il leit-motiv, l'incipit, dove in itenere tutto fu completato secondo il Gran Maestro. Nata il 7 agosto del 1990, abitava in via serafini(gli angeli del paradiso) e secondo la legge del settenario 7+1+9+9+8 il mese di agosto fanno un totale di 34 che equivale ad un 3+4 ovvero sette, numero perfetto di quellA FINE DELL' estate romana. Raniero Busco è innocente, ma se non collaborerà in processo, o se il pm calò non dedurrà tutto ciò euristicamente, temo che sarà condannato all'ergastolo perche il busco di strafalcioni ne commise tanti, e la giustizia italiana in assenza di altri riscontri probanti e/o a favore del Busco, alla fine lo condannerà. Ciao Gabriella. Vanacore è stato suicidato. Le scritte credo siano le sue, ma forse qc. gliele ha fatto scrivere con l'inganno, semmai dicendo che avrebbe fatto un servizio giornalistico in casa sua, a caratteri grossi(quasi difficile dire che la scrittura sia la sua) uccidendolo poi sistematicamente. Ciao Dottoressa. Io sono un ricercatore di Napoli. Se vuoi sapere di più vienimi a trovare in via pignasecca. Ti darò l'indirizzo solo se ci verrai. C'incontreremo prima al Gambrinus e poi dove vuoi tu. CIAO da Nino Citazione
 
 
#4 Michele 2010-03-16 12:48 Sul fatto che la ragazza all\'interno dell\'appartamento non fosse solo in compagnia del suo assassino è stato commentato anche dal padre della vittima sostenendo che la mancata reazione nei confronti dell\'aggressione era dovuta lalla presenza di più persone, anche se in merito c\'è da dire che probabilmente la poveretta venne subito tramortita con un forte colpo alla zona parietale dx, guarda caso la parte più esposta al momento dell\'apertura della porta di ingresso cosa che potrebbe essere avvenuta con una banale scusa da parte dell\'assassino per poi colpirla subito dopo l\'apertura. Riguardo alla figura della vittima c\'è da dire che si trattava di una figura di una ragazza solo 21enne, quindi facilmente influenzabile da parte di chi ha tentato di impartire un ordine per farsi aprire la porta. DI controparte una ragazza già spiccatamente emancipata da non passare inosservata agli occhi di qualche male intenzionato. C\'è da dire che Simonetta nei giorni precedenti era stata fatta oggetto di attenzioni da parte di uno sconosciuto con una modalità che oggi definiremmo di \" stalking\" , cioè con telefonate anche a carattere spinto, quindi che fosse attenzionata da qualcuno non è improbo ipotizzarlo.
Forse qualcuno inserito in qualche ambiente, ma in quale? In quegli anni nella capitale avvennero tutta una serie di omicidi ai danni di giovani ragazze con un modus operandi riconducibile alla mano di una sola persona, il corpo trascinato, lasciato semi-svestito la borsetta sparita o sparpagliata a terra con una metodologia che ad alcuni investigatori ha fatto prospettare l\'idea di contattare quelli fiorentini.
Chi si è trovato successivamente ad indagare su quelle misteriose morti ha prospettato, raccontato in un libro \" Dodici donne un solo assassino \" la mano di un soggetto riconducibile ai servizi di allora.
Per l\'appunto una persona che aveva potuto conoscere Simonetta anche per via del suo lavoro.
Comunque neanche la pista Vanacore-Valle è da tralasciare, perchè quando giunse la sorella di Simonetta in compagnia del suo ragazzo e del datore di lavoro, la moglie del portiere prese tempo prima di dare le chiavi dell\'appartamento e guarda caso il marito, Pietrino si trovava proprio dal Valle.
La figura del Valle sarebbe tutta da analizzare per via delle sue frustrazioni patite in seguito alla separazione del padre per via di una procace ragazza.
Certamente il corpo doveva essere portato via in un secondo momento, così si spiega la pulizia della scena del delitto ed anche le chiavi in possesso della ragazzza non ritrovate.
Vanacore può avere avuto un ruolo passivo vedendo e riconoscendo l\'assassino, oppure attivo aiutando a ripulire la stanza del delitto di ciò erano fermamente convinti chi indagò a suo tempo, in ogni caso sapeva.
Rimane un caso intricato su cui si potrebbe ancora riversare fiumi di inchiostro.
Citazione
 
 
#3 Michele 2010-03-16 12:48 A memoria una prima connessione è che su entrambi i luoghi dei delitti apparvero personaggi legati al mondo dei servizi, vedasi Finocchi per l'olgiata e l'agente austriaco per via poma. Filo della Torre era anche un cognome di un personaggio legato a qualche importante industria deglia nni ottanta novanta.
Michele R.
Citazione
 
 
#2 Michele 2010-03-16 12:47 Chi ha ucciso Simonetta? Forse il delitto si inquadra in una sequela di misteriore morti, misteriose perchè irrisolte, di giovani donne che insanguinarono serialmete la capitale negli anni ottanta. C'è stato sempre un alone di mistero attorno ad una figura che lasciò lo stabile di via poma in un orario compatibile con quello del delitto. Il delitto di via poma avvenne, coincidenza vuole, nella data di nascita di Romano Prodi.
Michele
Citazione
 
 
#1 Najla 2010-03-16 12:46 Signora Carlizzi, la sua analisi e ricostruzione del delitto di Via Poma ha molto più senso di tutte quelle (male)informazioni che sino a qui ci hanno propinato. Ed oggi, ancor più, l'inscenato suicidio di Vanacore dice e conferma che quel delitto è intriso di coperture che non vorrebbero essere svelate. Avendo letto i suoi articoli su questo orrendo crimine ed avendone conferma su quanto lei oggi riscrive, mi domando come mai la stessa famiglia Cesaroni non ha sentito il bisogno impellente di ascoltarla come testimone. Le domande da lei fatte sono tante e le stesse che cittadini come me si pongono, ma la domanda più importante è quella di Simonetta stessa: perchè non rendermi giustizia?
Najla
Citazione
 

Aggiungi commento

Chiunque può lasciare un proprio commento, purchè sia nel rispetto del prossimo e coerente con l'argomento della discussione.


Codice di sicurezza
Aggiorna