il delitto di via Poma
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Quali connessioni tra il delitto dell'Olgiata e quello di via Poma?

Prima di aprire la discussione, ci sembra utile leggere l’intervista che qui di seguito riportiamo, rilasciata dal vedovo della contessa Aberica Filo della Torre, quasi contestualmente alla richiesta di rinvio a giudizio di Raniero Brusco, accusato di essere stato l’autore dell’omicidio di Simonetta Cesaroni, in via Poma.

Delitto Olgiata, il marito della contessa: "Non mi darò pace finché non troverò l'assassino" Roma, 6 giugno 2009 (Adnkronos) –
''Devo riscattare la memoria di mia moglie e posso farlo solo trovando l'assassino. Questo devo fare. Alberica non si puo' piu' difendere, devo difenderla io''. Esce dal silenzio a 18 anni dall'assassinio della moglie, con parole piene di dignita' e di un dolore mai attenuato, Pietro Mattei, il marito della contessa uccisa il 10 luglio del 1991 nella sua villa dell'Olgiata. L'imprenditore parla a lungo in un'intervista che andra' in onda lunedi' 8, alle 23, su History Channel per la serie "Delitti" e che 'La Repubblica' anticipa in esclusiva. Una ricostruzione a ritmo serratissimo, di uno dei gialli piu' clamorosi negli annuari della cronaca nera capitolina, un mistero che, nonostante la riapertura delle indagini (su istanza della famiglia) non ha ancora trovato una soluzione.
''Parlo per difendere la memoria di mia moglie che e' stata infangata da torbidi personaggi'', esordisce Pietro Mattei che piu' tardi rincara la dose: ''Hanno inventato tutte queste zozzerie, hanno descritto mia moglie come una persona amorale e corrotta....Negli ultimi anni sembrava che tutte le malefatte del nostro paese passassero per la nostra villa dell'Olgiata''.
L'imprenditore ricorda i momenti piu' drammatici di quella mattina di 18 anni fa: ''Uscii presto, verso le 8,15 perche' volevo tornare a casa per il ricevimento...Fu un amico a chiamarmi: vai a casa, Alberica si e' sentita poco bene. Risposi che avevo da fare per un'oretta ma lui insistette: Pietro, vai a casa e capii che era successo qualcosa di grave. Quando arrivai, la casa era piena di gente. Non mi fecero vedere mia moglie e mi dissero che era caduta nella vasca da bagno''.
''Sono sicuro che l'assassino conosceva la nostra casa - aggiunge Pietro Mattei - di notte avevamo un sistema di protezione molto efficace contro i furti ma di giorno era disattivato ed entrare nella villa era facile, in certi punti il cancello era basso, chi voleva entrare entrava. Ma c´erano i cani che non lasciavano passare nessuno, specialmente un mastino inglese, avrebbero abbaiato di fronte a uno sconosciuto''. La pista, insomma, si restringe a una cerchia di conoscenti, se non di amici, della vittima. Uno dei punti piu' oscuri della vicenda riguarda l'ex funzionario del Sisde Michele Finocchi sul luogo dell'omicidio. ''Lo conoscevo da circa 8-10 anni - spiega Pietro Mattei - fui io stesso a telefonargli chiedendogli di venire quando ancora non sapevo che mia moglie era stata uccisa''.
Il marito della contessa spiega anche il perche' del regalo di Finocchi: la collana d'oro sparita dalla camera della contessa assieme a un prezioso anello con un topazio. ''Era un ringraziamento perche' Alberica l'aveva aiutato ad arredare una casa''. E i rapporti con il cinese Franklin Young?
''Hanno inventato di tutto, era una conoscenza normalissima, per via dell'acquisto di un'abitazione''.
La voce di Pietro Mattei si abbassa quando ricorda i suoi giorni di felicita' con Alberica: ''Era una persona bella, buona, di buon gusto. Eravamo una coppia solare, tra noi non c'e' mai stata una frattura. Ogni giorno era piu' bello del precedente ed e' stato cosi' fino a quando e' successo quello che ha distrutto la mia vita e le ha fatto perdere la sua''.

 

Commenti  

 
#1 Michele 2010-03-13 15:31 A memoria una prima connessione è che su entrambi i luoghi dei delitti apparvero personaggi legati al mondo dei servizi, vedasi Finocchi per l\'olgiata e l\'agente austriaco per via poma. Filo della Torre era anche un cognome di un personaggio legato a qualche importante industria deglia nni ottanta novanta.
Michele R.
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