"Io, Via Poma e ... Simonetta" di Salvatore Volponi
Premessa
In Italia: episodi, vicende, fatti del nostro vivere quotidiano si trascinano per anni senza una soluzione, senza una fine. Ciò vale sia per gli avvenimenti più cruenti della vita sociale e politica, che per molti delitti comuni, passionali, di vendetta, di interesse. E' come se di un fatto si volesse scrive due storie: una ufficiale, di facciata e una sommersa dove le ombre nascondono, seppelliscono, la verità.
Il delitto di via Poma sembra ricalcare queste caratteristiche, questi connotati, ed essere destinato ad avere la stessa sorte. L'autore ha compiuto non senza ponderazione ed esitazioni il passo che lo ha portato a stendere questo libro. Ma la commozione e il dolore per gli avvenimenti che stanno alla base del presente rapporto, e soprattutto il fatto che essi poterono accadere, sono più forti della ponderazione e delle considerazioni, più forti dei riguardi falsamente intesi verso mondi ed ambienti, organismi e recondite realtà istituzionali da lui ammirate ed amate, le quali spesso, soprattutto alcune, sembrano non comprendere che verità dolorose, se ci sono, danno l'impulso alla riflessione e a nuove vie.
Chi strappa il velo a verità sgradevoli voluta-mente o involontariamente nascoste, deve aspettarsi di vedersi vilipeso. Ma ciò nulla toglie al coraggioso sforzo fatto dall'autore di questo libro, alla sua ardita ricerca della verità nel tentativo di portare una soluzione al mistero che avvolge la sanguinosa tragedia di via Poma, arrischiando che le argomentazione da lui sollevate vengano considerate troppo ardite e di andare oltre i confini del codice penale e della ragione...
In tutti i tempi è stato riconosciuto grande onore alle intenzioni oneste e alla ricerca della verità, anche se coloro i quali hanno scritto cose veridiche hanno ricevuto dai potenti senza sosta e con implacabile costanza danni, insulti e ferite. Anche ai nostri giorni la virtù si è fatta molti nemici che la contrastano e la ostacolano, ed è rischioso anche solo avere fama di amare il vero e la libertà.
Egli ha deciso di gridare il suo lamento, la sua amara, rabbiosa esperienza portandoci al centro della sua vita devastata, colma di disperazione, dolore e pianto, mettendo davanti agli occhi dell'opinione pubblica una serie di constatazioni e di fatti, noti e meno noti, da lui ritenuti "inquietanti" e di cui è venuto a conoscenza, per offrire così il suo modesto contributo alla ricerca della verità su una tragedia ancora buia.
Continua...